Storia del progetto

Il massiccio del Mercantour e dell’Argentera, grazie alla ricchezza e all’unicità della sua fauna e flora, è considerato un hotspot di biodiversità. Questa ricchezza deriva dalla particolare collocazione biogeografia, l’elevata escursione altitudinale e le influenze climatiche, mediterranee e continentali al tempo stesso, che l’ha reso uno dei pochi territori in ambiente alpino caratterizzati dalla presenza di un elevato numero di specie viventi ed in particolare di specie endemiche. Il Parc National du Mercantour e il Parco Naturale Alpi Marittime, enti che hanno il compito di gestire una grande parte di questo territorio, hanno dunque la responsabilità di conservare questo patrimonio naturale di elevato valore. Non è possibile però proteggere correttamente ciò che non si conosce!

Fortunatamente, in seguito alla creazione di EDIT (European Distributed Institute of Taxonomy) nel 2006, rete di eccellenza in ambito tassonomico fondata grazie al 6° Programma Quadro Ricerca e Sviluppo, i due parchi hanno avuto il privilegio di essere selezionali come area pilota per il primo Inventario Biologico Generalizzato (All Taxa Biodiversity Inventory + Monitoring, ATBI+M) europeo. Insieme ad EDIT, il progetto ha goduto sin dall’inizio del prezioso supporto del Gouvernement Princier, della Fondation Albert II de Monaco, del Ministère de l'Écologie et du développement durable. Due prestigiosi musei scientifici hanno consolidato negli anni il loro coinvolgimento nel progetto, perché possano custodire e mostrare a tutti le numerose scoperte dell’Inventario Biologico: il Muséum national d’Historie naturelle di Parigi e il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.

Raccolta ed elaborazione dei dati. Nella foto il malacologo Stefano Birindelli nel Parco Alpi Marittime (F. Tomasinelli)
Raccolta ed elaborazione dei dati. Nella foto il malacologo Stefano Birindelli nel Parco Alpi Marittime (F. Tomasinelli)
L’Inventario Biologico ha come obiettivo quello di effettuare una catalogazione della diversità biologica di un territorio preciso in un tempo limitato e di predisporre un monitoraggio nello spazio e nel tempo. Nel territorio dei due parchi, la maggior parte delle specie di animali vertebrati sono molto ben conosciute, tra le 200 e le 280 specie identificate, (circa 1/4 delle specie di vertebrati presenti in Italia e Francia). Altrettanto però non si può dire per gli invertebrati... Basta considerare che per gli invertebrati (insetti, aracnidi, molluschi...) dopo pochi anni di ricerche per l’Inventario sono state censite 1.800 specie solo nel Parc National du Mercantour, un numero che fa pensare alla possibile presenza di circa 8.000 specie di invertebrati nel territorio del parco!
Augusto Vigna Taglianti, specialista di Coleotteri Carabidi, setaccia il terreno alla ricerca di insetti (F. Tomasinelli)
Augusto Vigna Taglianti, specialista di Coleotteri Carabidi, setaccia il terreno alla ricerca di insetti (F. Tomasinelli)
Molto resta ancora da scoprire!

La comunità scientifica è stata fortemente coinvolta in questo progetto, per permettere l’identificazione di un elevato numero di specie, soprattutto concentrandosi su quelle storicamente meno studiate. In oltre, coloro che gestiscono le aree protette hanno spesso una conoscenza molto frammentaria del loro patrimonio naturale: i vertebrati e la flora vascolare sono generalmente molto ben conosciuti, mentre alcuni gruppi di artropodi e la flora non vascolare sono raramente studiati in modo approfondito.

Il primo inventario di questo tipo è stato realizzato dalla onlus Discover Life in America a partire dal 1998 nello Great Smoky Mountains National Park, Stati Uniti, ed è ancora in corso. Il progetto ha permesso a questa area protetta di incrementare considerevolmente il numero delle specie conosciute sul suo territorio (circa 8.000 specie nuove censite) ed ha portato alla scoperta di 922 specie nuove per la scienza!

Una delle sedi del Great Smoky Mountains National Park (M. De Biaggi)
Una delle sedi del Great Smoky Mountains National Park (M. De Biaggi)

L’Inventario Biologico Marittime Mercantour non ha come obiettivo solamente la creazione di una lunga lista di specie. Infatti i due parchi hanno come obiettivo, oltre alla conoscenza della loro ricchezza naturale, anche la gestione e la conservazione del loro patrimonio (naturale e culturale).

Nei diversi anni di attività, la collaborazione scientifica ha permesso di tessere un’importante rete di collaborazione tra ricercatori, enti pubblici e privati coinvolti nello studio e nella conservazione della natura. Veri e propri protettori della biodiversità presente e passata, il Muséum d’Histoire Naturelle di Parigi e il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino si sono fortemente impegnati insieme ai parchi per assicurare il successo di questa iniziativa. Queste istituzioni si sono infatti inserite direttamente nelle ricerche destinate ad accrescere la conoscenza della natura, nella gestione dei dati acquisiti attraverso l’inventario e nella messa a disposizione della comunità scientifica di strumenti di analisi molecolare. Il loro coinvolgimento si è anche tradotto nella realizzazione di attività di divulgazione anche attraverso la realizzazione di mostre fotografiche, contribuendo ad aumentare la comunicazione sull’Inventario Biologico Generalizzato Marittime Mercantour rivolta al grande pubblico.

L'entomologo Fabio Mosconi studia i lepidotteri in una grotta (F. Tomasinelli)
L'entomologo Fabio Mosconi studia i lepidotteri in una grotta (F. Tomasinelli)

A partire dal 2010 a sostegno dell’Inventario Biologico Generalizzato è subentrato il Piano Integrato Transfrontaliero (PIT) Alpi Marittime Mercantour, programma ALCOTRA Italia – Francia 2007 – 2013 della Comunità Europea. Nell’ambito del PIT, i parchi hanno proseguito il lavoro avviato con EDIT e si impegnano anche per il futuro di accrescere la loro conoscenza del loro patrimonio naturale per poterlo meglio proteggere.


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