Un Parco da Re, la storia e il territorio

Parco Naturale delle Alpi Marittime

Le Alpi Marittime

Fra il Colle di Tenda e il Colle della Maddalena si alza l'ultimo grande castello di roccia cristallina dell'arco alpino: sono le Alpi Marittime. Montagne contese fra i ghiacciai e il mare, una regione pittoresca e selvaggia, che ha le bellezze sovrane dell'Alpe ed i miti fascini dell'Appennino, che alletta l'alpinista con la seduzione dei suoi monti scoscesi ed offre allo studioso ad all'artista largo campo d'osservazione, coi suoi inaspettati contrasti. Strana regione dove in alto le vette aspre e rocciose si specchiano nei laghi solitari, tra nevi eterne, e giù nelle valli fiorite crescono le rose e gli ulivi della Riviera, come scrivevano gli alpinisti di fine Ottocento. Sul versante settentrionale, le valli piemontesi, come le dita di una mano aperta, convergono ordinatamente verso la pianura padana, saldandosi non lontano da Cuneo, piccola città figlia dei monti che la circondano. Sono le tre valli del Parco delle Alpi Marittime: la Valle Vermenagna, la Valle Gesso e la Valle Stura.

Una grande oasi di natura protetta

Il Parco naturale regionale delle Alpi Marittime, con i suoi 28.455 ettari di superficie, è la più grande area protetta piemontese, creata per tutelare un’area alpina di grande fascino paesaggistico e di eccezionale ricchezza in termini di biodiversità.

Un Parco da re

Il Parco nasce nel 1995 dalla fusione fra la Riserva del Bosco e dei Laghi di Palanfré (istituita nel 1979) e il Parco naturale dell’Argentera (1980). Sono le tappe più recenti di una storia che in precedenza si contraddistingue per la creazione da parte di Vittorio Emanuele II di una Riserva reale di Caccia (a partire dalla metà dell’Ottocento), che dopo la caduta della monarchia sarà a lungo gestita da un Consorzio in capo a Provincia e Camera di Commercio di Cuneo, insieme ai comuni interessati.

L’attuale Ente di gestione amministra anche due Riserve naturali che si trovano nelle immediate vicinanze del Parco: la Riserva naturale di Rocca San Giovanni-Saben e la Riserva naturale delle Grotte del Bandito. La prima protegge il popolamento più settentrionale di Juniperus phoenicea, una pianta mediterranea che qui sopravvive, insieme ad altri endemismi tipici degli ambienti caldi e secchi, grazie al microclima favorevole della falesia calcarea che si alza sopra il paese di Valdieri. La seconda è nata per preservare il fragile ambiente del più esteso sistema carsico del Parco, dove nella stagione fredda svernano colonie di chirotteri.

Il Centro faunistico “Uomini e Lupi”, l’Ecomuseo della segale, il giardino botanico Valderia

Il Parco è presente sul territorio con due sedi (Valdieri e Entracque) e con tre centri visita. Un’altra importante struttura è “Uomini e Lupi” a Entracque, il primo centro faunistico delle Alpi italiane interamente dedicato al lupo, con due percorsi di visita e un recinto che ospita alcuni esemplari di lupo. Sant’Anna di Valdieri è invece il cuore dell’Ecomuseo della Segale, che comprende un itinerario, un negozio/bar, uno spazio manifestazioni, un forno comunitario e un museo nati dalle aspirazioni e dalle conoscenze degli abitanti della Valle Gesso. Importante è poi il giardino botanico Valderia alle Terme Valdieri, realizzato dal Parco con finalità scientifiche e didattiche. Il nome trae origine dall'endemica Viola valderia, scoperta proprio lungo il tratto del fiume Gesso oggi compreso nel giardino. All'interno si trovano più di 450 specie, individuate da appositi cartellini: un vero "campionario" della flora delle Marittime!

Per maggiori informazioni: http://www.parks.it/parco.alpi.marittime/


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