Atlante del Patrimonio Culturale

Un’agile enciclopedia per tutti, da sfogliare sul web: le dodici schede e quattro carte dell’Atlante culturale aprono scorci sulla storia, sulle tradizioni e sull’architettura dei due Parchi: senza la pretesa di esaurirne la ricchezza, con l’intenzione di invitare alla scoperta... saltando da una scheda all’altra si può passare dalle vicende del passato del territorio Marittime Mercantour all’architettura alpina, ci si può soffermare sulla pastorizia e scoprire en passant quali erano i cibi di una volta, per concludere con i musei e le lingue ancora vive su queste montagne. Esplorate l’Atlante: saprà soddisfare la vostra curiosità!

L’Atlante del Patrimonio culturale è in corso di revisione. A breve ne verrà pubblicata una nuova edizione, ampliata e aggiornata.


Un regno della diversità

Lo spazio Mercantour-Alpi Marittime

Ma che cosa sono in definitiva le Alpi Marittime? Dal punto di vista geomorfologico le Marittime rappresentano un massiccio montuoso tipicamente alpino: alte quote, versanti con forti pendenze, natura geologica complessa, precipitazioni elevate e periodi vegetativi brevi. Queste caratteristiche sono all’origine di dinamiche naturali particolarmente evidenti, che tendono a manifestarsi in modo violento e non uniforme. Tra le specificità di questo settore montuoso si possono citare la presenza di ghiacciai, ubicati a distanze molto ridotte dal mare, nonché la straordinaria biodiversità, in ambito sia faunistico sia botanico, che si spiega con la particolarissima posizione geografica: un crocevia in cui si sono mescolati influssi alpini, provenzali, mediterranei e liguri. Il risultato è che oggi nelle Marittime convivono specie artico-alpine e specie tipicamente mediterranee.

La storia incisa sulla roccia

La Valle delle Meraviglie

La Valle delle Meraviglie presenta un interesse culturale unico che assume un carattere eccezionale proprio per la sua posizione geografica, nelle Alpi sud-occidentali. Il sito delle Meraviglie può essere considerato come la culla di una cultura originale comune che ha influenzato quelle delle valli limitrofe. Indubbiamente la presenza dell’uomo su queste montagne è anteriore all’epoca delle incisioni, ma attraverso queste ci è stato possibile scoprire i primi indizi dei suoi insediamenti che hanno svelato importanti aspetti della sua cultura. La straordinaria continuità delle incisioni, in tutte le epoche storiche, ci permette quasi di “leggere” la meravigliosa storia dello spazio transfrontaliero.

La storia della frontiera

Un confine immaginario

Una componente originale di questo spazio protetto è quella legata al concetto stesso di frontiera, materializzata naturalmente e artificialmente, dalla catena alpina. Fin da quando si è cominciato a fissare dei confini politici, la frontiera ha conosciuto importanti fluttuazioni senza mai diventare impermeabile agli scambi tra le due parti. Anzi, all’interno dello spazio transfrontaliero, il confine ha sempre permesso l’aggregazione delle popolazioni: nella buona e nella cattiva sorte.

Occitano lingua viva

Idiomi e toponomastica

L’elemento linguistico crea un legame profondo tra i due versanti dello spazio transfrontaliero. A partire da una base dove traspaiono elementi pre-latini e latini, la lingua comune a tutte le popolazioni delle Alpi sud-occidentali mostra degli arcaismi specifici e un gioco di influenze molto caratteristici. Poiché l’area transfrontaliera è un luogo di contatti, la lingua possiede tutta la gamma dei possibili arrangiamenti tra il piemontese, il provenzale e il ligure. Questa caratteristica le conferisce un carattere unico e una dinamica propria.

La viabilità transfrontaliera

Attraverso le Alpi nei secoli

Dal Colle di Tenda al Colle della Maddalena l'ossatura principale dello spartiacque alpino italo-francese si sviluppa da sud-est verso nord- ovest, assumendo la forma di un aperto semicerchio culminante nel Monte Gelàs (3143 m). Esso presenta una ricca serie di varchi naturali, da alcuni dei quali originano solchi vallivi che nel loro corso digradante incidono profondamente il territorio piemontese e provenzale. I valichi sulla displuviale principale delle Alpi, fin dai tempi più antichi, sono stati attraversati da vie di comunicazione tra un versante e l’altro. Gran parte di questi passaggi rivestono oggi un interesse soltanto escursionistico, ma alcuni di essi, adeguati alle esigenze moderne, hanno mantenuto la loro rilevante funzione di collegamento e di scambio commerciale.

L’emigrazione

Una necessità antica

I colli alpini sullo spartiacque principale sono stati interessati da costanti trasferimenti di popolazioni, tra Italia e Francia, sia su brevi distanze (qualche decina di chilometri), sia verso destinazioni lontane che aprivano nuovi orizzonti alle genti che li frequentavano. Le cause di queste migrazioni sono varie: matrimoniali, professionali o politiche, e il dinamismo di queste e la loro intensità cambiano a seconda dei periodi storici. Il carattere peculiare delle Alpi sud- occidentali, generatore di spostamenti, appare dunque come una costante storica.

La fortificazione delle frontiere

Dal Vauban a Mussolini

La nostra regione è una zona di passaggio. Truppe militari di ogni origine hanno percorso le sue strade e, dove si sono accantonate, hanno lasciato le tracce della loro presenza: posti di guardia, fortezze moderne e contemporanee, opere che frequentemente sono sorte sulle stesse postazioni occupate nelle epoche precedenti, dal Medioevo all’Antichità. Ricordando che una montagna di frontiera è anche un luogo di tensioni, le opere militari sono la memoria di un passato turbato. Il fatto che siano oggi abbandonate è auspicio di un avvenire migliore.

Paesi ed insediamenti umani

Un’occupazione antica

L’uomo ha lasciato molto presto, tracce di insediamenti permanenti su tutto lo spazio transfrontaliero. La fondazione dei paesi nell’area risponde alle esigenze economiche e naturali con le quali gli abitanti hanno dovuto confrontarsi nel tempo. Allo stesso modo ha influito la successione degli eventi storici (storia locale e generale) le cui tematiche, con la medesima intensità, ricorrono sia da una parte sia dall’altra delle Alpi. Gli insediamenti sono l’espressione della necessità di sopravvivere, di commerciare, o anche di proteggersi.

Architettura e tecniche costruttive

Edilizia fondata sui materiali locali

L’uomo ha saputo adeguare le sue esigenze costruttive alle risorse disponibili nell’ambiente naturale. L’architettura tipica delle nostre valli lo testimonia. Che si tratti della pendenza dei tetti o dell’impiego di materiali reperibili nelle vicinanze dei luoghi di costruzione (legno, lose, pietre, argilla...), ogni fabbricato possiede una certa omogeneità, propria della sua zona di diffusione. Si possono distinguere alcuni “modelli”, le cui particolarità si attenuano progressivamente, ma senza mai perdersi, con l’allontanarsi dal loro territorio d’origine. A volte sono anche percepibili delle influenze esterne, giunte attraverso gli assi di comunicazione che percorrono lo spazio transfrontaliero.

Un territorio sfruttato e pianificato

Montagna vissuta

Accomunate dalle stesse preoccupazioni economiche - quelle legate alla sopravvivenza del nucleo famigliare - le popolazioni alpine hanno gestito uno spazio condizionato dalla topografia, capace di produrre eccedenze alimentari solo durante le migliori annate. Ne consegue un’amministrazione particolare, articolata su una gestione razionale dei terreni cerealicoli e su un patrimonio zootecnico ridotto, redditizio solo grazie allo sfruttamento in comune dei pascoli, che possedevano un ragionevole potenziale di espansione economica.

La pastorizia

Dall’antichità alla modernita

Lo sfruttamento dei pascoli d’alta quota nelle Alpi sud-occidentali ha permesso all’insieme delle comunità alpine di avviare un’economia originale ed equilibrata. Gli abitanti, una volta assicurata la loro sopravvivenza, hanno potuto sviluppare la gamma dei loro prodotti alimentari grazie alle produzioni derivate dall’allevamento. Le alpi pascolive hanno dunque rappresentato la possibilità di ottenere qualche prodotto in eccedenza da scambiare e di introitare redditi supplementari. Questa opportunità spinse i notabili locali ad assumere ben presto il controllo degli spazi adibiti a pascolo, facendo nascere un nuovo modello di organizzazione e di gestione delle terre alte. Attualmente sono i marchi di qualità e di origine a fornire la chiave di una pastorizia alpina in mutazione costante.

L’alimentazione tradizionale

Piatti semplici e frugali

Abitudini alimentari pressoché identiche attestano la presenza di una base culturale comune, tipica della regione transfrontaliera. La cucina tradizionale delle valli francesi e italiane è caratterizzata dall’utilizzo dai medesimi prodotti, reperiti per la gran parte localmente, mentre un ristretto numero d’ingredienti è acquistato all’esterno dell’area transfrontaliera. La cucina locale si è arricchita nel tempo grazie alle svariate influenze provenienti da regioni vicine legate commercialmente con il cuore delle Alpi meridionali. Infine, ogni cuoco apporta alla gastronomia la propria inventiva. Tutto ciò moltiplica le ricette, ma l’eredità comune rimane sempre riconoscibile.

Arte e religiosita

Forme di espressione condivise

Nello spazio transfrontaliero si trovano rappresentati tutti i periodi architettonici. Si comincia con le tracce dell’epoca pre-romanica e romanica, che fu senza alcun dubbio molto importante, e si continua con le sue declinazioni gotiche tardive. Risalgono al medioevo un gran numero di cappelle affrescate che si sgranano come un rosario sui due versanti delle Alpi. Si ritrova, in seguito, la presenza di un originale Rinascimento alpino. Questo territorio dispone, poi, di un eccezionale insieme di monumenti in stile barocco, fortemente impregnati dei principi tridentini. La “montagna” è riuscita a trascriverli nei suoi materiali e nei suoi colori. Questa forma insolita di espressione seppe ben presto attirare numerosi visitatori che scoprirono un mondo differente, unico, romantico, perfino esotico, tra Alpi e Mediterraneo: una frontiera del “Barocchismo”.


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